top of page

La dispnea nel paziente coronaropatico

9 novembre 2023 - Pavia

Sala conferenze Hotel Moderno - Viale Vittorio Emanuele II 41

Razionale Scientifico

Il termine dispnea deriva dal greco e significa “fame d’aria”  o  “respirazione difficoltosa”. La dispnea è una esperienza personale e soggettiva, che deriva dalla interazione di vari fattori (fisiologici, psicologici, sociali ed ambientali) e può indurre risposte fisiologiche e comportamentali, come decidere di stare fermi, a riposo o ricorrere a cure mediche. Una dispnea protratta o intrattabile determina continua sofferenza e una significativa compromissione della qualità di vita. In base alle circostanze e alle modalità con cui si verifica, la dispnea può essere vissuta come una “malattia” vera e propria ed essere accompagnata  da ansia, paura e depressione. Questo si verifica con notevole frequenza nei pazienti con BPCO, contribuendo al grado di disabilità che connota questa affezione. Da qui deriva spesso l’adozione di uno stile di vita troppo sedentario, motivato dalla necessità di evitare quelle attività che causano i disturbi respiratori, e addirittura la sensazione di non essere più idonei a svolgere alcuna attività lavorativa. Le cause della dispnea possono essere di natura cardiogena e non cardiogena. La dispnea cardiogena trae la sua giustificazione eziopatogenetica da un concetto già noto nel mondo antico e ribadito più volte anche in era moderna: «La difficoltà di respirare può provenire da qualunque malattia capace di offendere qualche parte del petto, massime il cuore, le grosse arterie e li polmoni» (Galeno – Ippocrate IV sec a.C.); «Siccome i polmoni e il cuore sono tra loro connessi e le funzioni dei due organi tendono allo stesso scopo, è d’uopo necessariamente che la respirazione resti disturbata, se l’azione del cuore è alterata»3. Tra le cause cardiogene di dispnea vanno ricordate: l’ipertensione polmonare, lo scompenso cardiaco (SC) acuto e cronico, l’insufficienza cardiaca da valvulopatie, le sindromi coronariche acute (SCA), l’embolia polmonare (EP) la rottura delle valvole cardiache, l’edema polmonare, le crisi ipertensive, le stenosi e/o insufficienze valvolari, le aritmie cardiache, i versamenti pericardici. Obiettivo del corso. La dispnea è un sintomo molto frequente nella pratica clinica, che è presente in circa il 25% dei pazienti che afferiscono all’ambulatorio medico. Il termine di dispnea indica una varietà di percezioni soggettive di disagio respiratorio, che è molto influenzato dallo stato emozionale del paziente. Le cause di dispnea sono molteplici e includono sia malattie dell’apparato respiratorio sia dell’apparato cardiocircolatorio e, spesso entrambi allo stesso tempo, seppure con variabile influenza dei due apparati. Non va trascurata l’influenza di altre co-morbilità, che talora complicano il quadro clinico. È molto importante effettuare al più presto una distinzione tra dispnea acuta e cronica, per le conseguenti implicazioni di ordine diagnostico, terapeutico e prognostico. Opportuna e necessaria appare pertanto la raccolta diagnostiche, che permettono di formulare una corretta diagnosi nel 30-50% dei casi.

 

Obiettivo formativo di processo

Documentazione clinica. Percorsi clinico-assistenziali diagnostici e riabilitativi, profili di assistenza – profili di cura (3)

 

​

Responsabile Scientifico

Dr. Piero Ceriana

Responsabile U.O. Pneumologia Riabilitativa - Istituti Clinici Scientifici Maugeri - Pavia

Con il contributo non condizionante di:

image.png
bottom of page