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Principi ed evidenze dell’intervento nutrizionale
e dei trattamenti non farmacologici nel declino cognitivo e nelle demenze

6-7 ottobre 2023 - Volterra (PI)

Palazzo Viti - Sala conferenze - Via dei Sarti 41

Razionale Scientifico

Nel contesto odierno in cui si è conclusa una lenta normalizzazione post-pandemia si sta anche completando a livello regionale il recepimento con i PDTAR/PIANI REGIONALI del PIANO NAZIONALE DEMENZE (pubblicato in gazzetta ufficiale nel novembre 2014). Esso nella sua introduzione ci ricorda che: “La demenza è una malattia cronico-degenerativa, la cui storia naturale è caratterizzata dalla progressione più o meno rapida dei deficit cognitivi, dei disturbi del comportamento e del danno funzionale con perdita dell'autonomia e dell'autosufficienza con vario grado di disabilità e conseguente dipendenza dagli altri, fino alla immobilizzazione a letto. E' necessario pervenire il più rapidamente possibile ad una diagnosi precisa che permetta interventi farmacologici e/o psicosociali volti a contenere la progressione della malattia in relazione allo stadio, al grado di disabilità e alla comorbilità; è altrettanto necessario ed irrinunciabile gestire tutti i problemi che si presentano nel percorso dei vari stadi della malattia”. Queste frasi ci ricordano quanto sia importante intervenire nelle fasi lievi e prodromiche di malattia per garantire le migliori cure possibili anche nell’ottica di definire e strutturare in maniera ottimale la presa in carico delle fasi successive. Per il raggiungimento di questi obiettivi a favore dei pazienti ambulatoriali diventa fondamentale:

  1.  nella fase diagnostica l’approccio sindromico che rende possibile definire i bisogni del paziente e delle famiglie al fine di proporre i migliori interventi possibili. Contemporaneamente grande deve rimanere lo sforzo della ricerca per giungere ad una corretta diagnosi ezio-patogenetica, questo per comprendere le cause e la complessità della malattia anche al fine di un corretto utilizzo delle terapie attuali e sperimentali sia farmacologiche che non farmacologiche;

  2. porre l’individuo, la sua consapevolezza, la sua integrazione e suoi bisogni esistenziali al centro del nostro agire;

  3. proporre il modello di presa in carico globale tenendo presente: la fragilità globale del paziente anziano; la necessità di un progetto che integri l’inclusione sociale e la lotta allo stigma; la proposta di attività non farmacologiche qualificate che, tenendo conto delle abilità residue, siano strumenti per conservare e valorizzare le funzioni cognitive, migliorare il benessere, dar voce alla creatività delle persone affette da demenza e essere alla base di un nuovo modello inclusione sociale;

  4. utilizzare i trattamenti a disposizione, in attesa dei farmaci disease modifying, particolarmente nelle fasi iniziali/prodromiche di malattia quali: stile di vita, farmaci specifici, medical food, nutraceutici ed interventi non farmacologici;

  5.  intervenire nella cura e gestione sia farmacologica che non farmacologica dei disturbi del comportamento coinvolgendo e sostenendo anche il familiare curante.

 

Obiettivo formativo di processo

Documentazione clinica. Percorsi clinico-assistenziali diagnostici e riabilitativi, profili di assistenza – profili di cura (3)

Responsabile Scientifico

Dr. Daniele Perotta

Specialista in Geriatria

Direttore UOSD  Centro Regionale Alzheimer ASST Rhodense

Con il contributo non condizionante di:

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